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Tra betoniere e tailleurs - Una risposta a Matteo Olivieri


di Carlo Possa

E’ naturale e giusto che ognuno abbia la sua visione del mondo, del suo futuro e delle aspettative sul territorio in cui abita. E quindi non tento nemmeno di convincere il consigliere Matteo Olivieri a cambiare le sue idee. Anzi, ammetto che provo un po’ di invidia per chi ha così tante certezze.

Va però anche detto che certi toni apocalittici sul futuro della nostra città mi sembrano piuttosto azzardati. Reggio invasa dagli Ipermecati? O come potrebbe dire Olivieri dagli ultracoorpi? I dati (e non delle visioni) dicono che il sistema distributivo reggiano non è così invasivamente pervaso dalla grande distribuzione. Ma anche senza dati alla mano, basta girare un po’ per la Pianura Padana, specialmente quella governata dalla Lega (quella Nord) e dal centrodestra per vedere dalla Lombardia al Veneto quanti centri commerciali, outlet (con dentro anche le griffe di Max Mara) e ipermercati ci siano in giro, nelle grandi città e nei piccoli centri. E aggiungo, per chi ha l’abitudine di vedere il mondo stando dentro le nostre quattro porte, che non sono della Coop ma di altre catene distributive.

Non sono un appassionato di film apocalittici, e quindi rimango sorpreso delle affermazioni catastrofistiche su possibili inondazioni causate da un eventuale centro commerciale. A naso mi sembra che nell’Area Nord ci siano già altri insediamenti industriali e commerciali (non cooperativi): evidentemente il problema lo si pone solo da oggi in avanti. Siamo cioè alle inondazioni selettive: se un insediamento lo fa una azienda privata non causa inondazioni, se lo fa una cooperativa sì.

Ma veniamo alle betoniere.

Olivieri: le cooperative non hanno la testa nella betoniera. Certo, ci sono cooperative che costruiscono case (forse simili a quelle dove abita Olivieri), uffici, ponti, ospedali, ferrovie, e anche centri commerciali: prima di tutto perché ancora l’edilizia non è stata messa fuori legge, ma anche perché ci sono cooperative che oltre cento anni fa sono nate per dare un lavoro ai braccianti e ai muratori, cooperative che hanno fatto grande e ricco il nostro territorio, e che oggi con questa storia e questo patrimonio di esperienza alle spalle sono diventate imprese competitive in Italia e non solo.

Ma poi ci sono cooperative che fanno tante altre cose. Se Olivieri volesse approfondire la composizione della cooperazione reggiana che aderisce a Legacoop, scoprirebbe che le betoniere sono solo una piccola parte degli attrezzi usati. Le cooperative reggiane producono pasti, servizi alle imprese, puliscono le strade, sono presenti nell’assistenza e nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, trasformano i prodotti degli agricoltori reggiani, sanno usare internet e sono al passo con le tecnologie moderne. E specialmente, in questi mesi piuttosto grigi, hanno garantito come nessun altro l’occupazionali dei propri lavoratori, e anche i livelli dei prezzi all’acquisto in sintonia con le più scarse risorse delle famiglie. Ci sono infine cooperative che aiutano, senza tanto clamore, i giovani che in Sicilia e Calabria hanno costituito le cooperative che gestiscono i terreni confiscati alla mafia.

La cooperazione, che evidentemente infastidisce Olivieri, continua ad essere attrattiva per molta gente. Delle ultime due cooperative nate, una è stata costituita da giovani immigrati africani, e l’altra da un gruppo di professionisti altamente specializzati, proprio nello studio del territorio.

Come ho detto non voglio convincere Olivieri, ma se vogliamo veramente guardare in avanti, oltre i ponti di Calatrava, e immaginare una società dove possono anche convivere internet e le idee di Marc Augè, non possiamo continuare inventare duelli rusticani tra una betoniera che piacerebbe alle cooperative e un tailleurs (casomai rosso geranio) che piace tanto a Olivieri. Gli scontri tra Menada e Prampolini sono vecchi di oltre un secolo, e non servono più per guardare al futuro.

Carlo Possa
Ufficio comunicazione Legacoop Reggio Emilia


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Manuele dice:

Egr. Sig.ri,
io non guardo alla politica ma se vado a Reggio e poi a Parma noto che a Reggio il centro è morto, negozi chiusi, reggiani non più presenti, traffico e viabilità insostenibili, uffici pubblici (vedi tribunale) con notevoli problemi; se vado a Parma vedo un centro vivo, negozi aperti, città maggiormente vivibile ed un tribunale decisamente più funzionale di reggio, e da cittadino comune mi chiedo: come mai?

Elisa dice:

Caro signor Possa,
se come giustamente lei afferma che il sistema distributivo reggiano non sia così invasivamente pervaso dalla grande distribuzione e se siamo un isola così felice, perchè le coop hanno segnato positivamente la storia e l'evoluzione reggiana ( non ne discuto) c'è motivo di prendere come riferimento e tirare in ballo l'esempio dei SOFFOCANTI territori lombardi e veneti? Non è meglio trovare il sistema di andare avanti e crescere in maniera più intelligente e responsabile e sopratutto con una migliore distribuzione dei servizi sul territorio?

Alessandro Marmiroli dice:

Come Possa certamente saprà le cooperative reggono la loro dimensione etica sui 7 principi della cooperazione codificati ormai da decenni e chiaramente indicati sul sito dell'ICA (internaticonal cooperatvie alliance) http://www.ica.coop/ica/2009-ica-rules-en.pdf (pag 3).
Il settimo, di più recente introduzione, afferma chiaramente che compito di una coop è contribuire allo sviluppo sostenibile della sua comunità.
Cementare perchè "in lombardia fanno cosi" non è molto in linea con questo principio, che dovrebbe esser considerato un vangelo e non una generica dichiarazione d'intenti. Purtroppo il singificato di "sviluppo sostenibile" è alquanto opinabile.

Olly dice:

ogni aspetto delle affermazioni del sig. Possa é già stato ampiamente ed intelliigentemente analizzato e criticato da commenti precedenti, che approvo in pieno!
aggiungo un'ultima osservazione:
si legge "A naso mi sembra che nell?Area Nord ci siano già altri insediamenti industriali e commerciali " ...questa sarebbe la motivazione più logica per aggiungerne altri???
Per Olivieri non posso che esprimere grande stima.

gabriella dice:

Egregio sig. Possa, se può apparire che l'impedire la costruzione di nuovi centri commerciali possa affamare tante famiglie, perchè non dedica quelle energie a ristrutturare il centro storico, dove tante belle case giacciono in sfacelo, rendendole abitabili, energeticamente certificate, riportando così la vita a Reggio invece di continuare ad "ingabbiarla" in disumane macchine per il consumo; farebbe sicuramente un miglior servizio alla cittadinanza e all'ambiente; non per niente la lista civica Reggio 5 Stelle ha sempre predicato la rivalorizzazione dell'esistente piuttosto che la cementificazione selvaggia.
Le soluzioni si trovano: tanta gente lavorerebbe; le nostre aziende leader nell'efficienza energetica avrebbero pane per i loro denti, i commercianti del centro sarebbero solo felici, ecc.
Tiri fuori la testa dalla betoniera e lasci che l'energia solare la ricarichi per funzionare meglio!!!!

Silvia. dice:

Signor Possa puo' dire al esimio Geom. Ildo Cigarini che ci siamo stancati di soffocare in traffico e cemento della vostra pianificazione folle di questa città?

Marcello dice:

Il problema è il mare di cemento che perenne arriva ogni volta che qui a RE si parla di costruire, tutto qua.Olivieri non mi è sembrato anti coop

Alessandro dice:

Eh no, noi una Reggio Emilia come Milano non la vogliamo. Rèz!

Vito Ceullo dice:

Sig. Possa non mi sembra che Olivieri abbia "attaccato" il sistema "cooperativo". Non mi sembra che abbia denigrato le cooperative, quelle di cui lei fa bene ad evidenziarne i servigi resi alla comunità reggiana e non. Ha ragione, il cemento non è fuoilegge come non sono infinite le risorse, ma questo "cemento" è pae integrante di un sistema "energivoro" che dali anni d'oro mangia territorio e risorse che potrebbero essere spese in altri modiper una resa più equa e sostenibile.
Saluti

Italo Berselli dice:

Sottoscrivo la dichiarazione d?amore per le Cooperative fatta da Olivieri poco sotto: sono socio Coop Nordest, cliente di Unipol Banca e assicurazioni. Riconosco il loro valore storico, sociale ed economico nella nostra regione.
Ciò non mi impedisce di notare che l?imbarbarimento dei costumi ha colpito anche loro negli ultimi anni o vogliamo considerare, per citare due esempi, l?affaire Unipol Consorte/Sacchetti, il tesoretto lussemburghese dei vertici di Coopservice dei semplici incidenti di percorso? La sempre maggiore precarizzazione dei lavoratori di molte Cooperative è per caso un?imposizione di Tremonti?
Tra le storture che vedo , figura questa ossessione di costruire di tutto e di più ( da centri commerciali a capannoni destinati a rimanere inutilizzati a inceneritori, si vedano le dichiarazioni di Cigarini di pochi mesi fa) come se il ns. modello di sviluppo dovesse essere l?invivibile hinterland milanese o il triste paesaggio che accompagna il viaggiatore sulla direttrice Verona-Venezia, per cui trovo azzeccata la definizione ?testa nella betoniera?.
E stia pur tranquillo , Sig. Possa, che per noi un centro commerciale costruito dalle Cooperative o da privati ha lo stesso valore negativo ( di centri commerciali, di cui riconosco l?importanza per la calmierazione dei prezzi, a Reggio ne abbiamo a sufficienza. Non è costruendo un Ipercoop molto più grande che si combatte la crisi dei consumi).
Prima di edificare nuovo terreno agricolo recuperiamo il tanto esistente con adeguate manutenzioni.
In quanto al suo concetto di ?inondazioni selettive? lascerei perdere ogni commento perché volutamente travisa il nostro pensiero.

Una disoccupata dice:

E magari il sig.Possa verrà anche a raccontarci che si può - ora come da sempre - essere assunti nelle cooperative senza conoscere nessuno, e senza tessera di partito...
Avesse almeno avuto la decenza di risparmiarci questo "spot del mulino bianco"..

Una disoccupata dice:

Sig. Possa, nella sua descrizione delle cooperative "da Mulino Bianco", le mancava solo di affermare che il voto di scambio non esiste, che ora - come da sempre (persino in tempi ben migliori di questi!) - non c'era bisogno di conoscere nessuno per poter lavorare in una cooperativa, né tantomeno di essere tesserati!!!
Lei dimostra di avere la classica consapevolezza "da politico" di quello che avete fatto alla nostra città e al nostro Paese. Io, al posto suo, non me ne vanterei

Elisabetta Orosei dice:

A forza di dire che non siamo come altre città "ipermercatiche", arriveremo a ridurci come Milano.
Chissà perché i costruttori si sentono autorizzati a considerare paranoici e apocalittici tutti quelli che usano un minimo di buon senso. Dico: 7 centri commerciali in più in una città come Reggio Emilia, a me sembra follia pura.

Paolo dice:

La verità, signor Carlo è che voi dirigenti amate riempirvi la bocca di teorie sull'importanza della cooperazione e sulla sua validità, in generale, nell'essere luogo ideale per formare nuove imprese, creando opportunità per giovani, donne, immigrati. Non perdete un occasione per ribadire queste cose, sacrosante.Su questo siamo tutti daccordo (e voi sapete che la gente reggiana gode nel sentirsi ribadire la validità dell'idea di cooperativa, il modello emiliano, i lavoratori uniti nello spirito cooperativo, ecc.).
Una volta, la cooperativa era parte integrante del territorio perchè il suo prodotto, le sue realizzazioni (parlando ad esempio delle coop di costruzioni) erano improntate, quasi esclusivamente, al bene della collettività (ospedali, case protette centri diurni, asili, scuole).
OGGI NON E' PIU' COSI'; le realizzazioni, ad esempio, hanno solo ed esclusivamente il carattere dal profitto, chi lavora veramente sul campo non conta un cazzo e partecipa sempre meno alle decisioni, ha spesso un lavoro precario ed è ricattabile se prende delle posizioni "non allineate" ( tutti tengono famiglia).
Oggi cooperazione e bene comune e del territorio sono ENTITA' SLEGATE e la gente è bene che lo sappia; le cooperative fanno il loro mestiere e lei, dott. Possa è giustamente portatore dei SUOI INTERESSI ma sappia bene che il consiglio comunale DEVE SEMPRE AVERE IN MENTE IL BENE COMUNE, che sempre più raramente coincide con gli interessi delle cooperative.
E LEI LO SA
Non rompa le scatole, faccia il suo mestiere ma lasci ai consiglieri comunali come il sig. Olivieri il compito di rappresentarci come cittadini
Saluti

Un lavoratore di una cooperativa Legacoop

paolo dice:

Caro Giacomo e caro Possa difendete pure il modello culturale berlusconiano tipico dei centri commerciali e della cementificazione massiccia che Reggio andrà lontano...verso il baratro! Prampolini e la cooperazione vera si rivoltano nella tomba a sentire i vostri discorsi.

Matteo Olivieri dice:

Caro Giacomo, poichè non risulta da nessuna carta che io denigro la cooperazione ma la risposta che trova qua sotto dice il contrario, non Posso che dichiararmi felice per l'attenzione che lei e Legacoop mi riservate, e riservate quindi alle idee per un nuovo modello di economia in cui non ci sia spazio per i mostri con migliaia di parcheggi. Quindi, non posso che ringraziarla (p.s.: anche nell'ipotesi che il grillismo sia in declino questo avrà pesato poco sulle tasche dei contribuenti, risultato indiscutibile e indiscutibilmente positivo. Chi vota ora insieme a Spaggiari e PDL? una volta votavano gli atttuali membri di Giunta)

giacomo dice:

Bravo Possa, olivieri è stucchevole. COn quel modo di fare alla grillo di buttare in vacca tutto e tutti al di fuori di se stesso e delle sue idee!!! denigra la cooperazione come chi è in altre formazioni politiche (pdlmeno elle... e indovinate chi vota ora insieme a spaggiari e pdl?). Il suo è demagogia spicciola da supermercato. Si sta rivelando per quel che è... Possa, non si curi di lui, il grillismo è già in declino. W LA COOPERAZIONE

noncicredo dice:

carlo, sappiamo che sei una persona intelligente e libera.
sappiamo che ormai le cose si mescolano.
sappiamo che è difficile discernere. che è difficile distinguere.
ma, accidenti.
dire che gli ipermercati son luoghi di socializzazione , come hanno fatto i vertici cooperativi, è inascoltabile
irricevibile.
perverso.
e , soprattutto, per l'appunto,è DI DESTRA!!!
trovare lavoro decente agli sfigati è di sinistra.costruire per garantire posti di lavoro ai braccianti è di sinistra ( ti ricordo che lo facevano con badile e carriole, non con macchine a consumo dei derivati del petrolio e manager strapagati a strappare appalti con logiche da callisto tanzi) ma dire che l'ipermercato è un luogo di socializzazione è la cosa più di destra dopo la pena di morte che una mente umana possa concepire. li vedi i simpson in tv????
ti propongo di invitare i cooperatori a passare una domenica intera all'ipercoop con la famiglia, sotto natale. magari prova anche tu ( credo che non ti passi neanche per l'anticamera del cervello visto che sei sano di mente e di solida cultura)
Alla sera vedremo se hanno il coraggio di affermare che hanno passato una simpatica domenica socializzante.
tu sai cos'è che fa socializzare: l'arte, il gioco, la conversazione, il sesso, il dibattito, il bricolage, il ricamo, la preghiera, ecc ecc eccc.
siccome fai l'addetto stampa: di a lorsignori che ci pensino un attimo prima di affermare follie berlusconiane. perchè i centri commerciali come luoghi di socializzazione sono precisamente, intensamente, decisamente l'essenza del berlusconismo. piazze per gli acquisti: nelle sue tv o negli iper. dobbiamo proprio scimiottarlo per sentirci moderni???? possibile che dobbiamo sempre e comunque regalare gli assist alla destra???

Matteo Olivieri dice:

Vestito col mio solito tailleurs, rigorosamente di color viola, rispondo. AMO LA COOPERAZIONE, amo il principio di "una testa un voto", AMO LA COOPERAZIONE, amo gli utili reinvestiti ai fini sociali delle coop, AMO LA COOPERAZIONE, quella dei primi supermarket e del marchio che proponeva il rispetto del consumatore, AMO LA COOPERAZIONE, quella che con le tessere socio e i libretti difende i risparmi, AMO LA COOPERAZIONE, quella che si propone di produrre nel rispetto della salute e nei diritti dell'uomo e della Terra, AMO LA COOPERAZIONE, quella che ha costruito i 63 mq in cui vivo. Possa però il frullare della betoniera fermarsi un attimo e cristallizzare le parole scritte qua sopra, leggere con attenzione. Argomento: centro commerciale abnorme con superficie di vendita alimentare ed affini in zona Fiera, fuori dal contesto urbano vissuto, a 20 minuti dal Grand'Emilia (IPERCOOP), alle porte della città pomposamente immaginata come "del futuro", quella della stazione da 90 milioni di euro per 6 treni al giono. Qual'è l'UNICA giustificazione alla sua realizzazione? Leggere bene l'UNICA è questa: "basta girare un po? per la Pianura Padana, specialmente quella governata dalla Lega (quella Nord) e dal centrodestra per vedere dalla Lombardia al Veneto quanti centri commerciali, outlet ipermercati ci siano in giro, nelle grandi città e nei piccoli centri". L'UNICA giustificazione al mega centro commerciale è che i lumbard hanno Kilometri di cemento invivibile della più brutta città europea del suo rango, Milano, delle più orrende distese senza logica, quelle della Pedemontana lombarda, delle distese di capannoni vuoti del Triveneto. LORO ce l'hanno, e NOI NO? Giammai. Ecco a cosa le meravigliose sorti della cooperazione sono ridotte: una competizione con le più bieche dinamiche distorsive che distruggono la Pianura Padana, altrochè le nobili motivazioni che portano ad amare la Cooperazione come un tentativo per rendere il lavoro a misura d'uomo. Complimenti! E allora Possano PDL e LEGA sostenere questo scempio, perchè le mirabili sorti lombardo venete sono il nostro triste destino.

Maurizio V. dice:

Caro Possa, parafrasando i grillini se Legacoop non ha la testa nella betoniera perchè non dice...ok non costruiamo questi nuovi inutili centri commerciali?
Perchè Possa per favore non racconti cosa a cui credete solo voi. Già oggi i centri commerciali sono mezzi vuoti e non stanno in piedi mi spiega quale sarebbe questa grande "richiesta" ? Su per favore...

Elisa dice:

Caro Possa tanto humor, non le manca mai. Ma alla sostanza delle cose dimostra di non aver capito molto di dove sta andando il mondo. Più che lei Legacoop dove lavora. Olivieri non ha criticato tout court il mondo della cooperazione in tutti i settori ma come i suoi vertici abbiano i visione ristretta di certe tematiche legate al territorio e la sua eccessiva cementificazione. Cementificazioni cui le cooperative di Legacoop (come altre aziende private di ogni colore) hanno contribuito in maniera nefasta.

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