
12/11/2009
Si sono svolte giovedì in provincia di Reggio ancora tre manifestazioni, dopo le 5 dei giorni scorsi. Oltre 600 i partecipanti alla manifestazione che si è tenuta a Sant’Ilario d’Enza con una massiccia presenza di lavoratori e lavoratrici delle aziende Interpump, Crown, Unielectric, Sbc e di altre realtà produttive metalmeccaniche della zona, con due cortei: uno partito davanti allo stabilimento Interpump che ha percorso la via Emilia in direzione di Reggio ed un secondo partito dalla Crown imballaggi Italia - Faba Sirma, dove si è tenuto un presidio con assemblea dei lavoratori, che ha percorso la via Emilia in direzione Parma. I due cortei si sono uniti nei pressi della rotonda sulla Via Emilia ed hanno proceduto sino all’Interpump dove si è svolto un comizio a chiusura della manifestazione. Presenti delegazioni di categorie della Cgil, il sindaco di Sant’Ilario Marcello Moretti e l’assessore alle attività produttive Giuseppe Marrai. Presenti anche delegazioni delle forze politiche del centro e della sinistra.
Una seconda manifestazione si è tenuta in mattinata a Novellara. Il corteo ha visto la partecipazione di circa 300 metalmeccanici delle aziende più rappresentative del territorio toccate dalla crisi (tra le quali Vimi Fasteners e Sag Tubi), oltre a delegazioni di fabbriche del comune di Reggiolo (Comer, Carpenfer, Puntomecc). Partita dalla zona industriale, la manifestazione ha raggiunto il centro della cittadina, dove è stato effettuato un volantinaggio tra i banchi del mercato per spiegare le ragioni della protesta e dove si è tenuto un comizio finale. Ai manifestanti sono giunti numerosi attestati di solidarietà da parte dei cittadini presenti e da parte dello stesso sindaco di Novellara, Raul Daoli, che è sceso tra i lavoratori.
La terza manifestazione si è svolta al Villaggio industriale “Crostolo” a Reggio, dove si è tenuta una pubblica assemblea alla quale hanno partecipato i lavoratori della Brevini.
Le ultime iniziative della settimana si terranno venerdì con un presidio davanti alla Prefettura seguito dall’incontro con il Prefetto a partire dalle ore 12 sul tema della crisi.

11/11/2009
Seconda giornata di mobilitazione della Fiom. In mattinata una manifestazione si è tenuta a Correggio, con concentramento alle 9.30 davanti alla ditta Corghi, una delle più importanti aziende a livello mondiale del settore smontagomme. Lo sciopero che ha avuto una larga adesione, ha visto la partecipazione alla manifestazione di oltre 500 lavoratori delle aziende della zona di Correggio, che hanno sfilato in corteo raggiungendo il centro storico, dove si è tenuto il comizio del Segretario provinciale della Fiom Valerio Bondi ed un volantinaggio nel mercato comunale.
Una delegazione composta da rappresentanti della Cgil, della Fiom e di delegati delle maggiori aziende della zona è stata ricevuta dal sindaco, al quale sono state illustrate le ragioni della protesta ed è stato richiesto un pronunciamento sulla necessità dell’utilizzo di tutti gli strumenti alternativi ai licenziamenti, nelle situazioni di crisi locale, al fine di salvaguardare l’occupazione e la tenuta del tessuto sociale. Si è altresì richiesto una presa di posizione sul problema della democrazia, della rappresentanza e del diritto dei lavoratori a decidere sul proprio contratto nazionale.
Una seconda manifestazione, che ha fatto registrare una notevole adesione dei lavoratori allo sciopero, si è svolta sempre nella mattinata a Luzzara, dove nei pressi della zona industriale si è formato un corteo di oltre 200 lavoratori delle aziende limitrofe. I lavoratori, in corteo, hanno poi raggiunto la strada provinciale variante Cisalpina, dove si è tenuto un comizio, al termine del quale il corteo ha fatto rientro verso la zona industriale.
La terza manifestazione odierna si è svolta nel pomeriggio a Gualtieri, con concentramento presso lo stabilimento Tecnogas dove si è formato un corteo che ha attraversato il paese per concludersi in piazza Bentivoglio con un comizio del segretario provinciale della Fiom Valerio Bondi. Erano presenti i lavoratori Tecnogas e delegazioni di lavoratori della Padana Tubi e Bertazzoni, più altre aziende minori, per una partecipazione di oltre 400 lavoratori.

10/11/2009
“Oggi è partita la lunga marcia dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccaniche per riconquistare un vero contratto nazionale, per difendere l’occupazione e per rilanciare l’autonomia negoziale del lavoro sul piano sia generale che aziendale. Al centro della battaglia di questi mesi il tema della democrazia sindacale e il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere sulle proposte sindacali che sono in campo, in un contesto di rinnovamento sindacale incentrato sulla partecipazione e sull’indipendenza”.
Questo il senso della proposta politica della Fiom Cgil enunciato al termine dell’iniziativa di lotta che si è tenuta martedì nel distretto di Pieve Modolena con oltre un migliaio i lavoratori delle aziende metalmeccaniche del distretto che hanno aderito allo sciopero di 4 ore proclamato dal sindacato e che hanno animato la prima delle 7 manifestazioni indette a livello provinciale in settimana, per dire "no" all’accordo separato firmato da Fim-Uilm e Federmeccanica e per rilanciare le proposte dei metalmeccanici della Fiom-Cgil per l’uscita dalla crisi e per la difesa dell’occupazione.
Alta l’astensione dal lavoro nelle fabbriche interessate e la partecipazione al corteo che ha sfilato per circa 2 ore dalla portineria della Lombardini sino a raggiungere la via Emilia attraversando la viabilità circostante. Presenti le delegazioni di tutte le maggiori aziende del distretto: alla testa del corteo le aziende del gruppo Walvoil e la Lombardini che fanno capo alla presidenza locale di Federmeccanica e Confindustria e i lavoratori delle Reggiane, poi a seguire Meta System, Omso, Moreali, Comet, Emak e Rcf.
Il corteo si è concluso davanti allo stabilimento Lombardini con un comizio del segretario provinciale della Fiom Valerio Bondi che ha poi aggiunto: “Oggi succede qualcosa che le imprese e Fim-Uilm avevano sperato non avvenisse quando hanno deciso il loro azzardo sull’accordo separato. I metalmeccanici scioperano anche se c’è la crisi, contro una intesa che ritengono un sopruso, rimettendo in ordine i birilli della realtà e della rappresentanza, dicendo forte e chiaro che senza il consenso della gente non esiste accordo separato che abbia una qualche efficacia e produca un qualche effetto concreto. Ci si trova davanti al paradosso di gente che sciopera con coraggio e con grande vitalità, nonostante una situazione che per molti è pesantissima, e per questa via ricostruisce e riafferma la solidarietà trasversale che è la condizione negata dall’intesa separata di ottobre, con i firmatari di quell’intesa che invece che uscirne rafforzati iniziano a percepire il senso del loro isolamento”.
Un’ultima stoccata finale al presidente della Federmeccanica Ivano Corghi al termine della manifestazione: “Nella sua ricostruzione di quanto avvenuto al tavolo per il rinnovo del contratto nazionale io vedo i fotogrammi di un film diverso da quello che abbiamo visto noi e ora mi chiedo se non sia io stesso e il gruppo dirigente della Fiom tutto ad essere stati colti da allucinazione collettiva. Poteva forse Corghi approfittare della presenza ieri di Santarelli per farsi raccontare come sono andate realmente le cose. Ma a parte le battute e la differenza di giudizio, che è radicale, su un punto vorrei insistere. I prossimi mesi saranno i mesi delle ristrutturazioni aziendali dentro un periodo di crisi nerissima. Ho sentito che ieri si è parlato di atteggiamenti concreti e di un sindacato che sappia stare sulla questione. Noi siamo pronti e lo diciamo da mesi. Si apra una discussione complessiva e si metta al centro del campo da gioco il tema di come si costruisce una moratoria rispetto ai licenziamenti, vera e propria pietra angolare della discussione sulla gestione della crisi e dei suoi effetti e come elemento di salvaguardia del nostro sistema produttivo e sociale. Noi come sempre pensiamo che sia nel concreto delle scelte da fare che si vedono le differenze e si sperimentano le reali disponibilità delle controparti”.














