Sto pensando con gratitudine a quanti bravi cittadini operosi ci sono nella nostra città! Si attivano alacremente, con idee e buona volontà, condividendo problematiche comuni e socializzando fra loro alla ricerca di soluzioni ad eventuali gravi problematiche (sfratti) e mettendo in atto comportamenti positivi (virtuosi..., direbbero i politici) seguendo solo la naturale spinta interiore a produrre bene comune. Sono colma di gratitudine e piena di ammirazione!Io non credo che si possa utilizzare il volontariato quando fa comodo e dargli un calcio quando qualcuno decide che non serve più! Tante persone hanno investito sentimenti e passione e idee e solidarietà e sorrisi e condivisione e ancora generosità e pensiero in comune: vogliamo provare, finalmente, a dare il giusto valore a tutto ciò?
Forse potremmo provare a costruire un nuovo manuale che quantifichi il valore dei sentimenti, dei comportamenti virtuosi, dei valori: un vero MANUALE DELL'UMANITA'! Sarebbe interessante presentarsi nelle stanze del potere e dire: "Guardi, Assessore, la mia pietà vale tot, il mio amore vale tot, la compassione costa tanto, i momenti condivisi si calcolano ad ore....ecc. ecc." Scusate la forzatura ma dato che "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire" forse, a chi è abituato a parlare in numeri, è opportuno dare numeri........
Marco Fantini, assessore alla sicurezza sociale della Provincia di Reggio, è intervenuto sulla vicenda della casa cantoniera di via Martiri della Bettola per respingere le critiche sulle politiche abitative dell'ente di palazzo Allende e per definire "demagogica e sconcertante" la recente presa di posizione di Cgil e Sunia, che qualche giorno fa - per bocca di Matteo Alberini (della segreteria provinciale Cdlt-Cgil) e di Carlo Veneroni (segretario provinciale Sunia) - avevano espresso stupore per l'intenzione dell'amministrazione provinciale di continuare nella vendita delle proprie case cantoniere per recuperare risorse senza finalizzare alcuna parte del ricavato alle politiche abitative.
"Così si strumentalizza l’occupazione della casa cantoniera - sostiene invece Fantini - per attaccare la Provincia sul tema delle politiche abitative. Dispiace che il sindacato scelga di attaccare gli enti locali proprio in questo momento, affiancandosi di fatto al governo che con una manovra squilibrata e irresponsabile sta mettendo in discussione il sistema delle autonomie locali con tagli che mettono a rischio l’erogazione dei servizi per i cittadini. Ci attenderemmo un sostegno nell’affermazione del principio di legalità, principio che non può ammettere varianti od eccezioni di sorta, neppure per l'occupazione, che dura da oltre un anno, di una casa cantoniera di proprietà della Provincia"."Non è stata fatta alcuna forzatura - prosegue l'assessore - anzi da tempo siamo impegnati in un’azione di dialogo e confronto con gli occupanti che non ha finora prodotto alcun risultato. In futuro si dovrà arrivare ad una decisione responsabile, nel frattempo è bene puntualizzare che la Provincia è attiva e presente sul tema: non ha competenze dirette di gestione (ed è bene così, a proposito di sovrapposizione di enti), le quali vengono esercitate in forma associata attraverso Acer oppure in forma diretta attraverso i Comuni".

Fantini ha poi ricordato che relativamente all’emergenza abitativa sono stati approvati di recente interventi congiunti con i Comuni che prevedono ristrutturazioni di patrimonio pubblico per un totale di 698.165 euro per 20 alloggi complessivi, e lo stanziamento di fondi propri della Provincia per una struttura di accoglienza per donne vittime di violenza e maltrattamento, oltre alla messa a disposizione di un contributo regionale per la ristrutturazione di un immobile per persone senza fissa dimora che sarà gestito dal privato sociale.
"Nei primi sei mesi del 2010 gli accessi ad Infocasa, l’ufficio per le relazioni con il pubblico di Acer, sono stati 6.976: sarebbe interessante - è l'ultimo affondo di Fantini - conoscere i dati di attività del fantomatico sportello per il diritto alla casa che gli occupanti dichiarano di tener aperto nella casa cantoniera, anche perché non si può accettare che, anziché inserirsi dentro attività già avviate e controllate, vi sia chi abusivamente tenta di occupare spazi in contrapposizione con il pubblico. Infine sarebbe auspicabile che, proprio per restare sul terreno delle risposte concrete ai bisogni, il sindacato scegliesse di affiancare e sostenere l’attività degli enti locali anziché cavalcare la protesta ideologica che si colloca al di fuori delle regole".
L'intervento dei Cobas












