Erano alcune centinaia le persone che domenica 14 giugno hanno assistito a Cavriago alla finale del Premio Augusto Daolio, la prestigiosa competizione musicale dedicata a gruppi emiliano romagnoli giunta quest’anno alla sua XV edizione.Grazie anche ad un service tecnico impeccabile, per quasi tre ore piazza Zanti si è trasformata in una coloratissima arena musicale nella quale, sotto il segno della musica, si sono alternati – e a volte fusi – momenti emozionanti, divertenti parentesi, voglia di condivisione e tanta musica rigorosamente in italiano.
Con 20 minuti a testa per convincere pubblico e giuria, Andrea Grossi, Linea Musicale, Shop’n’hour, Stilb, Marco Sforza & Trio Separè e Loco Smile si sono avvicendati sul palco appositamente realizzato nella suggestiva cornice di piazza Zanti proponendo un’interessante e significativo repertorio musicale, spaziando dalle inflessioni più tradizionalmente cantautorali alla sempreverde grinta rock, dalla fusion venata di funky alle sonorità più metal e aggressive.
Tutti belli i pezzi in gara e tutti bravi i musicisti, dimostrazione di un panorama musicale italiano ancora florido e promettente e del buon lavoro di cesellatura compiuto dalla giuria che, partendo da oltre trenta iscritti, ha prima selezionato i diciotto semifinalisti che si sono affrontati al circolo Arci Calamita e poi i sei finalisti di piazza Zanti.
A vincere la XV edizione del Premio Augusto Daolio è stato il campeginese Marco Sforza (foto) con il brano in concorso “Le nostre stagioni”. Il testo, ha spiegato il cantante, “parla principalmente del tempo, del tempo che passa stagione dopo stagione. Il tempo ti accompagna per tutto l’anno nelle tue cose quotidiane, nel tuo lavoro, nei tuoi sogni, nelle tue incertezze. È una canzone intimista e vera”. Ad accompagnare sul palco lo spiccato humor di Sforza, Matteo Pacifico e Fabio Volpini del Trio Saparè: musicisti eclettici e stravaganti “sempre pronti a stare al gioco con rime, pause e momenti di solo”.
A vincere invece il premio speciale Giorgio Rizzo, nato proprio quest’anno in memoria dell’indimenticato presidente della giuria e destinato alla miglior cover del repertorio dei Nomadi dell’era Daolio, sono stati i funk-rocker reggiani Shop’n’hour. In concorso una vivace ed insolita versione di “C’è un re”, brano dai chiari richiami all’attuale situazione politica italiana.












