Con l'inizio del nuovo anno, e alla luce del nuovo orario di Trenitalia entrato in vigore lo scorso dicembre, il comitato pendolari "Fuori Servizio" di Reggio ha deciso di intensificare il monitoraggio dei treni da e per Bologna nelle fasce orarie utilizzate dai pendolari: con gennaio sono 17 i convogli sotto osservazione (R2271, R6253, R2123, R2913, Esc9801, R6485, IC583 e R3961 al mattino, nella fascia oraria 7-9; R2068, R2300, R2286, R3974, IC620, R11418, R2136, ESc9824 ed ESc9826 alla sera, nella fascia oraria 17.30-19.30), ma di questi solo il 60% ha viaggiato in orario e ben il 25% ha accusato ritardi superiori ai 15 minuti. L'attività di monitoraggio insiste su 329 treni (153 all’andata, 176 al ritorno), e nel primo mese dell'anno è stato registrato un ritardo complessivo di 3536 minuti, pari a 59 ore, e un ritardo medio per convoglio pari a 11 minuti, oltre a 8 treni soppressi. I dati dei ritardi sono ricavati direttamente dal server pubblico di Trenitalia e quindi garantiti dallo stesso controllato, e si fa riferimento al solo ritardo registrato all'arrivo del treno nella stazione di destinazione: quindi Bologna per i treni del mattino e Reggio per quelli della sera.
"Non è bastato il consueto periodo di rodaggio (leggasi: disastro) del nuovo orario - accusano i pendolari - C’è indubbiamente qualcosa che non va, come era stato largamente anticipato da tutti i comitati pendolari della regione. Per quanto riguarda i pendolari reggiani il mese di gennaio è stato un vero calvario. Si aggiungano a tutto ciò ben 8 soppressioni, la perseverante latitanza di informazioni ai passeggeri, specie nei casi di emergenza, e le condizioni incivili di trasporto più volte denunciate del R6253 delle 7.35. Quest’ultimo problema pare ora risolto, ma solo a seguito di quasi due mesi di proteste e grazie anche ad un video distribuito alla stampa che ha smascherato i colpevoli che facevano orecchie da mercante".
"Con grande rammarico segnaliamo poi che - aggiungono i responsabili del comitato - il R6485 delle 8.16 (8.21 fino a dicembre), che rappresentava una soluzione condivisa tra pendolari di Reggio, Regione e Trenitalia costata tempo, impegno e lavoro, ed era utilizzato da moltissimi pendolari, è stato di fatto ridotto ad un treno lumaca con un tempo di percorrenza improponibile (52 minuti, contro i 39 precedenti) e che ha perso gran parte degli utilizzatori. Un fallimento sotto tutti i punti di vista, in particolare della condivisione e della partecipazione dei cittadini si è fatta carta straccia (per non dire di peggio). Ribadiamo quanto sia assurdo che Regione e pendolari paghino Trenitalia (oltre 1.5 milioni di euro all’anno) al fine di poter utilizzare anche i treni IC e EScity in quanto questi convogli, che girano quasi vuoti e che senza questa immissione forzata di denaro pubblico verrebbero con ogni probabilità eliminati, presentano pesantissime problematiche in termini di puntualità".












