Silvio Berlusconi afferma che è ancora possibile una "leale collaborazione" con il Colle. Il premier tenta un riavvicinamento con il presidente della Repubblica, però ribadisce la sua idea: "È chiaro a tutti che in Italia non c’è nessuno che si può considerare super partes. Bisogna sgombrare il campo dalle troppe ipocrisie perché la coabitazione tra due parti politiche non è mai facile". E a proposito dell’idea di lanciare una manifestazione di piazza, Berlusconi afferma che non è necessaria: "Siamo al governo, abbiamo il consenso popolare, un consenso che è aumentato. Se c’è un governo legittimato dal sostegno degli elettori è il nostro. È chiaro che siamo maggioranza e governeremo per cinque anni".
* * * * *Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è il premio Nobel per la Pace 2009. Il comitato di Oslo ha deciso di assegnare il riconoscimento al numero uno americano, insediatosi alla Casa Bianca da meno di un anno. La motivazione del prestigioso riconoscimento è "per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli". Il presidente del comitato norvegese, Thorbjoern Jagland, ha citato anche "la visione e gli sforzi di Obama per un mondo senza armi nucleari". Il premio sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre e consiste in una medaglia, un diploma e un assegno da dieci milioni di corone (circa un milione di euro).
08/10/09
Ore 18 - Secondo i vertici del Pdl, Berlusconi non è intenzionato a ricorrere a una manifestazione di piazza. A Palazzo Grazioli si è riunito l’ufficio politico del partito: il premier, i coordinatori, i ministri del Popolo della Libertà, i governatori regionali, i capigruppo di Camera e Senato e i loro vice.
Intanto, Gianfranco Fini tenta di frenare il premier e di smorzare i toni degli attacchi contro le istituzioni: "L’incontestabile diritto politico di Silvio Berlusconi di governare, conferitogli dagli elettori, e di riformare il Paese non può fare venir meno il suo preciso dovere costituzionale di rispettare la Corte Costituzionale e il capo dello Stato". Bondi, anche se con cautela, prende le distanze da Fini: "Nei momenti più delicati si ha il dovere di esprimere chiaramente la propria opinione. La posizione espressa dal presidente della Camera è ineccepibile dal punto di vista formale, ma al pari di quella resa nota dal Capo dello Stato, appare a mio avviso incapace di comprendere la sostanza dei problemi storici e politici che stiamo vivendo da oltre un decennio".
Nel pomeriggio, Fini è salito al Colle con il presidente del Senato, Renato Schifani, proprio per un colloquio con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
"La rozzezza delle accuse stavolta non ha proprio avuto un limite - ha affermato il vice presidente del Csm, Nicola Mancino - "Non credo che tra le funzioni del Capo dello Stato ci sia quella di persuadere i giudici costituzionali, anche per rispetto della loro autorevolezza scientifica".
"Grande è lo sgomento, grande è l’indignazione, ma ancor più grande è la nostra convinzione: la democrazia è un bene non disponibile per Berlusconi, così come non lo è la dignità delle donne". Con queste dure parole insorgono le donne del Pd dopo gli insulti a Porta a Porta del premier a Rosy Bindi. L’insulto del premier fa scoppiare un vero e proprio caso tanto che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti tenta un’improbabile difesa: "Questi sono momenti di estrema concitazione, sono cose che possono succedere".
Ore 10 - Per Berlusconi è ormai sfida aperta: "Farò vedere agli italiani di che pasta sono fatto. Andremo avanti più forti di prima". Il conflitto si fa particolarmente aspro con il Quirinale: "Il presidente della Repubblica è stato eletto da una maggioranza di sinistra. Ha radici totali nella sua storia di sinistra e anche il suo ultimo atto di nomina di uno dei giudici della Corte Costituzionale dimostra da che parte stia".
"Per fortuna che Silvio c’è. Altrimenti - ha spiegato il Cavaliere - il Paese sarebbe nelle mani della sinistra che ha una organizzazione di una minoranza della magistratura che usa il potere giudiziario ai fini di lotta politica, ha più del 70% della stampa che è tutta di sinistra con in testa Repubblica e gli altri giornali, ha tutti i programmi di cosiddetto approfondimento politico con la tv pubblica pagata con i soldi di tutti".
A Porta a Porta, il premier ha attaccato Rosy Bindi: "E’ sempre più bella che intelligente. Mi sono stancato di essere cortese con persone che sono sempre scortesi con me. Non mi interessa nulla di quello che lei eccepisce. Gli italiani la pensano in una maniera diversissima".
Dario Franceschini del Pd ha commentato le reazioni del premier aaffermando: "Direi a Berlusconi: ’la smetta con questi toni, non vada avanti con questi attacchi a organi istituzionali. Se andrà avanti troverà un muro nel Pd, un muro di compattezza. Berlusconi si deve battere sul terreno politico".
I video dell’intervento di Berlusconi a "Porta a Porta"
"Nella seduta del Consiglio provinciale, il Pdl si è rifiutato di discutere sulla dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano per un comprensibile imbarazzo”. Così i Gruppi di maggioranza del Partito democratico e dell’Italia dei Valori commentano l’indisponibilità a discutere gli ordini del giorno presentati dal consigliere Ferrigno e dal consigliere Poli in merito all’attacco sferrato dal Capo del Governo Berlusconi al presidente della Repubblica ed ai giudici della Corte costituzionale a seguito della bocciatura. “La maggioranza di questa Provincia condanna senza appello la reazione rabbiosa ed irriverente del presidente del Consiglio contro la Consulta che ha operato nel pieno esercizio delle proprie funzioni di tutela della Costituzione ed ancor più stigmatizza l’infondato e scomposto attacco al presidente della Repubblica. Tale comportamento del premier appalesa una deriva delle garanzie istituzionali, un delirio di onnipotenza che fa ritenere a qualcuno di essere superiore alla legge - scrivono Pd e Idv - Non riconoscere né rispettare il principio di autonomia ed indipendenza dei poteri dello Stato comporta una grave delegittimazione dello Stato di diritto e chi si rende responsabile di questa azione intimidatoria non rispetta né l’Italia né i suoi cittadini perché si sente superiori ad essi. Noi pensiamo che nessuno debba sentirsi superiore alla legge”.
Gli ordini del giorno presentati in Provincia riguardano le reazioni che sono seguite alla dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano. Il capogruppo di Rifondazione comunista Alberto Ferrigno ha presentato un documento nel quale chiede al Consiglio provinciale di esprimere "solidarietà al presidente della Repubblica e ai giudici della Corte costituzionale vittime di attacchi vergognosi e senza precedenti" e di rinnovare "al capo dello Stato tutta la stima e fiducia nel suo ruolo di garante della Carta Costituzionale". Il capogruppo dell’Udc Mario Poli nel suo documento chiede al Consiglio provinciale "di fronte alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a commento della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale sul cosiddetto Lodo Alfano, dichiarato incostituzionale" di esprimere "piena e convinta solidarietà al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, fedele e apprezzato interprete del ruolo di garante della Costituzione, fatto oggetto di inaccettabili e fuorvianti critiche da parte del Capo di Governo", di "riconfermare fiducia nella autonomia e nella sapienza giuridica dell’intera Corte Costituzionale", di "riconoscere tuttora essenziale per la salvaguardia della democrazia italiana la ripartizione dei Poteri previsti dalla Costituzione Italiana, Legislativo, Esecutivo, Giudiziario".
La lista civica Reggio 5 Stelle organizza per l’8 ottobre dalle ore 18.30 in poi alla "Gabella" di Porta Santa Croce in via Roma un brindisi con acqua pubblica per festeggiare il "no al Lodo Alfano". "La legge è uguale per tutti!" è lo slogan scelto per l’incontro. Invece alle 12 il gruppo Idv brinderà in piazza Prampolini.
Il Pdci distribuisce l’8 ottobre davanti alle fabbriche questo volantino. Alle 18.30 è prevista una manifestazione di protesta indetta dalla Federazione della Sinistra Alternativa (Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista e Socialismo 2000) davanti la Prefettura di Reggio a difesa del Capo dello Stato Napolitano e della Corte Costituzionale. La protesta si svolge davanti a tutte le provincie d’Italia ed è stata indetta dalle segreterie nazionale dei Partiti. “Vorremo una, cento, Mills sentenze di queste - ha dichiarato Donato Vena segretario provinciale dei Comunisti Italiani - Sono inaccettabile le accuse che Berlusconi rivolge al Capo dello Stato e contro la Corte Costituzionale, si dimetta”. Presente alla protesta anche Claudio Grassi, numero due a livello nazionale di Rifondazione Comunista.
07/10/09
Ore 19 - A seguito della decisione della Corte Costituzionale destinata ad aprire nuovi scenari all’interno della politica italiana, iniziano ad arrivare anche le prime dichiarazioni della comunità reggiana.
Liana Barbati, segretaria dell’Idv di Reggio e vicesindaco in città, commenta con forte entusiasmo la notizia: "Sono veramente felice per questo risultato, come non lo sono mai stata in vita mia, soprattutto per la fatica con cui l’Italia dei Valori ha raccolto le firme, senza l’aiuto degli altri partiti politici, tranne il Prc. Sono felice per tutti gli iscritti. Solo a Reggio abbiamo raccolto 7000 firme. E’ una grande soddisfazione politica, soprattutto per quel che concerne la difesa della Costituzione e l’uguaglianza della legge. Noi siamo sempre stati in prima fila e non è vero, questo risultato lo dimostra, che siamo eversivi e giustizialisti".
Sempre dell’Idv locale hanno manifestato apprezzamento per il verdetto della Corte il capogruppo in Consiglio provinciale, Emanuele Magnani, il consigliere provinciale, Rudy Baccarani, e l’assessore del Comune di Cavriago, Gianluca Berciotti (leggi il commento). Scrivono i tre: "La democrazia ha vinto e con lei la giustizia ed il popolo italiano".
L’associazione reggiana per la Costituzione (leggi il commento) esprime felicità per la positiva conclusione della vicenda, avendo sempre ritenuto impossibile che solo alcune persone potessero sottrarsi ai giudizi penali, e scrive: "Con la decisione odierna è riaffermata l’uguaglianza delle persone di fronte alla legge e garantita l’uguale applicazione. La pessima norma ad personam viene espunta dall’ordinamento giuridico dando speranza e forza non solo ai sostenitori dello Stato di diritto, ma a tutti i cittadini animati da un profondo senso di civiltà e di giustizia".
Ore 18 - Il Lodo Alfano è illegittimo, in questo modo si sono pronunciati i giudici della Corte Costituzionale. La decisione è stata presa a maggioranza (9 giudici contro 6).
La legge che sospende i processi delle quattro più alte cariche dello Stato è stata bocciata per violazione dell’art. 138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria, e per violazione dell’art. 3, ovvero il principio di uguaglianza.
L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.
Poche ore prima Umberto Bossi aveva detto: "In caso di bocciatura del Lodo Alfano? Trascineremo il popolo. Il popolo ce l’abbiamo. Ma io sono per la saggezza: chi è che vuole sfidare l’ira dei popoli?. E il deputato del Pdl Gaetano Pecorella, che ha sostenuto le ragioni del Lodo Alfano di fronte alla Corte Costituzionale: "Il risultato non cambia il quadro politico, qualunque esso sia. Se fosse negativo, non sarebbe una sentenza di condanna per Berlusconi, ma riaprirebbe soltanto i processi. Quindi il ricorso alle urne non avrebbe senso, anche perché abbiamo già ora una forte maggioranza e la legislatura deve andare avanti". Il leader del Pd, Dario Franceschini, parlando a Ballarò, ha detto che la bocciatura del lodo Alfano potrebbe spingere Silvio Berlusconi a "reagire in un modo poco democratico".
Ore 11 - Dalle 9 i 15 giudici costituzionali tornano a discutere sulla legittimità della legge, dopo un primo "giro d’orizzonte" di martedì. Il verdetto è ormai questione di ore, un paio di giorni al massimo. Ma la scelta sta dividendo anche i giudici.
Per la sentenza sul Lodo Alfano le possibilità sono tre: ammissione della costituzionalità, e quindi via libera alla legge; dichiarazione di parziale incostituzionalità, con il conseguente impegno del governo a modificare le parti giudicate negativamente; bocciatura totale. La soluzione più accreditata è la seconda.
06/10/09
La Corte costituzionale voterà martedì il Lodo Alfano, la legge ordinaria che blocca i processi delle quattro alte cariche dello stato: nel caso non venisse approvata si riaprirebbero i processi milanesi del 2008 che vedono imputato Berlusconi nella corruzione dell’avvocato Mills e per i diritti di Mediaset.Nonostante i tempi dei giudici siano brevi a causa di un incontro internazionale che si terrà a Lisbona e al quale dovranno partecipare, martedì pomeriggio si cercherà di giudicare la costituzionalità del lodo che da un anno fa da scudo al presidente della Repubblica, del Governo e ai presidenti di Camera e Senato.
L’udienza inizierà alle 9.30 e dopo l’intervento di Gallo e degli avvocati difensori del premier si aprirà, nel pomeriggio, la camera del consiglio segreta.
In serata o al massimo mercoledì in mattinata, altrimenti la settimana prossima si avrà la decisione dei 15 giudici.
Nel caso il lodo venga giudicato incostituzionale, il Presidente del Consiglio dovrà rispondere delle accuse a suo carico in tribunale.












