Don Marco Dessì, il missionario di Villamassargia condannato per abusi sessuali su bambini del Nicaragua, è stato cacciato dalla Chiesa con un decreto emesso da Papa Benedetto XVI, che lo ha “dimesso dallo stato clericale” e lo dunque ricondotto allo stato laicale.Come recita il decreto emesso l'8 gennaio scorso dal Sommo Pontefice, Marco Dessì "automaticamente perde i diritti propri dello stato clericale, la dignità e i compiti ecclesiastici; non è più tenuto agli altri obblighi connessi con lo stato clericale; rimane escluso dall'esercizio del sacro ministero né può avere un compito direttivo in ambito pastorale". Sivieto assoluto di celebrare messa e altri sacramenti, di portare l'abito talare e "insegnare alcuna disciplina teologica".
L'intervento del Papa è collegato ad una vicenda che non lasciava più alcun dubbio sulla colpevolezza di Marco Dessì. Le indagini sono state compiute direttamente dagli ispettori dalla Congregazione per la dottrina della fede (ex Sant'Uffizio).
I fatti cominciano nel 2005, quando una rappresentanza di volontari cagliaritani ed emiliani che lavoravano in Nicaragua (delle onlus Solidando e Rock no war) ha sollecitato l'intervento della Santa Sede per porre fine alle violenze sessuali di Dessì nei confronti dei bambini, in prevalenza orfani, ospiti della missione Betania. La Chiesa ha voluto vederci chiaro e ha invitato i volontari a rivolgersi alla magistratura italiana.
Il prete di Villamassargia nei confronti dei magistrati italiani ha tenuto un atteggiamento di chiusura assoluta e non è stato disponibile nemmeno con le autorità vaticane, le quali hanno aperto nei suoi confronti un processo amministrativo penale canonico, durante il quale sono riuscite a fargli presentare una memoria difensiva, giudicata peraltro non convincente.
Due copie del decreto sono state inviate a Marco Dessì, nel carcere di Saluzzo, dove sta scontando la pena, in un reparto riservato ai detenuti per reati a sfondo sessuale. Gliele consegnerà il vescovo locale, Giuseppe Guerrini. Dopo che la Corte di Cassazione ha giudicato prescritti alcuni episodi che gli venivano addebitati e ha disposto la celebrazione di un nuovo processo in appello, nel prossimo autunno, l'ex prete può solo sperare in una riduzione della pena.












