
"Reggio Emilia è antifascista". Questo era lo slogan del corteo che si è svolto sabato pomeriggio per le vie del capoluogo reggiano. Oltre 600 persone hanno sfilato contro fascismo, xenofobia e il pacchetto sicurezza di Maroni.
In testa al corteo gli studenti e gli attivisti del Laboratorio Aq16. Nella notte tra venerdì e sabato, raccontano gli attivisti, durante la preparazione dei materiali per la manifestazione, i ragazzi del Laboratorio Aq16 hanno subito un altro probabile attacco di Casa Pound: tre automobili si sono appostate davanti al Laboratorio per seguire i militanti che si stavano recando a casa. L’intervento della Digos ha fatto desistere i malintenzionati dalle loro imprese.
Il corteo è stato arricchito dagli interventi del sound system. "In piazza Del Monte sono stati oscurati i banchetti di Lega Nord e Alleanza Nazionale, sconfitti dai movimenti contro il pacchetto sicurezza per quanto riguarda l’ordinanza, applicativa del decreto Maroni, che vietava i cortei per il weekend in centro storico" scrivono gli attivisti all’indomani della manifestazione.
È stato aperto uno striscione che recitava “Ordinanza vieta cortei sospesa. Maroni sconfitto. Pd non pervenuto. L’intelligenza paga” ed è stato letto un comunicato "contro le politiche razziste, xenofobe e securitarie della Lega Nord".
Il corteo si è poi concluso in piazza Martiri del 7 Luglio, in prossimità del monumento ai caduti per la Resistenza, sul quale è stato deposto un mazzo di fiori "per ricordare il filo sottile che lega gli avvenimenti di quegli anni alla situazione odierna".












