
Il libro ci dice come sia cambiata l’Italia negli ultimi anni, un cambiamento visto sotto un aspetto diverso, che non è quello di cui ci accorgiamo tutti i giorni. Cazzullo afferma “sono partito da Alba, mia città natale, passando da Roma e arrivando in Sicilia ed ho capito che si sta assistendo ad una romanizzazione della società. Ormai Roma è centrale per tante attività, dalla politica, alla religione allo spettacolo”.
Perché romanizzazione? A tal proposito il giornalista cita episodi televisivi piuttosto lampanti, sostiene “tutti i telefilm ormai ci parlano in romanesco; oggi la tv alimenta e riproduce la realtà, ma detta ed impone l’accento romanesco”. Da qui la scelta del giornalista di mettere nel titolo il termine “noantri”, detto alla romana, ma parola che viene usata in tutti i dialetti italiani. Termine, “noantri”, che indica un certo campanilismo e localismo nella nostra società.
Fino a pochi anni fa c’era una grande differenza tra le città del Nord e quelle del Sud, oggi sembra che tutti abbiano imparato l’arte del “cazzeggio”, come afferma Cazzullo, dal Settentrione al Meridione tutti si comportano nello stesso modo.
Altro tema scottante che affronta Aldo Cazzullo è l’immigrazione. Il giornalista infatti sostiene che siano nate tante forme diverse di razzismo, perché il fenomeno immigrazione è stato troppo improvviso e non regolato. Pensiamo solo al razzismo e alla violenza che ci può essere negli stadi, quando slogan e striscioni dicono “Se saltelli muore Balotelli”. Il razzismo è vista come una grande piaga nella società di oggi, soprattutto nelle regioni del Nord, dove c’è una maggiore industrializzazione, ma il “nuovo italiano”, cioè il figlio dell’immigrato, può essere anche una grande risorsa e dare nuove energie al nostro Paese.
Cazzullo ha portato un esempio lampante che riguarda un ragazzo immigrato e ragazzi romani, dice “mi è capitato di sentire da un amico avvocato di Roma che ha come praticanti dei ragazzi romani, magari figli di avvocati, perché nel mondo di oggi, quasi sempre i figli sono costretti a seguire le tracce paterne, ed un ragazzo immigrato, che non vive nell’attico di lusso ma in zone degradate della città e che si deve fare con le sue ossa, e tra tutti era lui quello con più voglia di lavorare e far vedere le sue capacità: ecco che possono diventare delle vere risorse perché non “cazzeggiano”.
Proprio sul tema immigrati, Cazzullo, parla della nostra città. Reggio, negli ultimi anni, ha visto una crescita esponenziale della popolazione a causa degli immigrati. Ma la domanda è “perché dopo le sei di sera la città è “gestita” solo da immigrati ed extracomunitari?”. La risposta è che di realtà come quella reggiana ce ne sono tante altre nelle città del nord Italia, ma bisogna assolutamente cercare di riportare i cittadini per le strade attraverso la cultura e gli spettacoli. Come aveva anticipato Cazzullo nel libro del 2007 “Outlet Italia”, si sta assistendo al fenomeno della decentralizzazione delle attività verso i centri commerciali, luogo preferito dalla gente di oggi, che, invece, non si reca più nelle piazze come si faceva un tempo.
Per concludere, quindi, il libro vuole farci capire che situazione sta vivendo oggi l’Italia, con i suoi pregi e i suoi difetti, una situazione che è cambiata notevolmente e che vede uomini politici coinvolti in scandali quasi boccacceschi o preferiscono i transessuali alle loro mogli e ci dice che ormai non ci sono più differenze sostanziali tra l’Italia del Nord e l’Italia del Sud. Un libro particolare fin dalla copertina che rappresenta il cartone della pizza da asporto, pizza napoletana ma che molti americani credono essere nata in Toscana a causa della Tuscany Pizza, pubblicizzata negli USA, perché Napoli è diventata tabù dopo la “monnezza”. Ma anche questa è l’Italia.












