09/02/2010Molteplici sono le reazioni del mondo politico alle dichiarazioni di Ciancimino jr riguardanti lo stretto rapporto fra la nascita di “Forza Italia” e Cosa Nostra.
Il ministro della giustizia Alfano afferma che “Forza Italia non ha mai avuto collegamenti con la mafia”, aggiunge poi che sotto quest’accusa "è in atto un tentativo di delegittimazione dell'azione del governo Berlusconi sempre in prima linea nella lotta a Cosa Nostra". Secondo il guardasigilli, l’attuale governo è anzi un modello della lotta contro la mafia e addirittura un esempio apprezzato dagli stati del G8.
Berlusconi non resterà in silenzio a lungo, come ha chiesto il portavoce Bonaiuti, perché i suoi esperti hanno già testato l'impatto insignificante di queste rivelazioni sull'elettorato di centrodestra. Tuttavia, al di là dell'immagine di serenità che prova a riflettere all'esterno, nel privato il premier è tornato nuovamente a sfogarsi contro i pm e la stampa.
Contro le dichiarazioni del teste del processo anche Marcello Dell’Utri, il quale si dichiara totalmente pulito ed intenzionato a denunciare per calunnia il pentito. Sotto le testimonianze di Ciancimino ci sarebbe un “disegno criminoso” dietro al quale a sua volta vi è “la procura di Palermo”. Anche Casini è lontano dal credere alle dichiarazioni di Ciancimino: “Ritenere però che Forza Italia sia prodotto della mafia significa non solo offendere milioni di elettori, ma soprattutto falsificare profondamente la realtà. Non ha futuro un Paese in cui la politica si fa usando queste armi”.
Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro richiama invece l’attenzione verso il proprio partito come possibile alternativa ad un governo legato al mondo del crimine: "L’Italia dei valori è un’alternativa di governo a quello piduista, fascista e a ciò che dice oggi Ciancimino, se fosse vero, paramafioso di Berlusconi". Interviene anche De Magistris, severamente contrario alle dichiarazioni del ministro Alfano: “L’intervento del ministro Alfano lascia basiti. Sarebbe doveroso che la magistratura venisse messa nella condizione di svolgere il proprio lavoro in piena autonomia senza esser sottoposta alle continue ingerenze da parte di tutti, esecutivo compreso".
08/02/2010
Continuano, nell'aula bunker dell'Ucciardone a Palermo, le deposizioni di Massimo Ciancimino riguardanti l'ex comandante del Ros Mario Mori e l'ex colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995 dopo le segnalazioni di un confidente.
Il pentito ha dichiarato in aula che “Forza Italia è il frutto della trattativa fra Stato e Cosa Nostra dopo le stragi del '92”. A riferirglielo il padre Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo, il quale avrebbe avviato dopo il maggio di quell'anno le trattative con i Carabinieri da una parte e con i boss mafiosi dall'altra.












