
Sulla vicenda è intervenuto l'esecutivo provinciale del partito che ha espresso piena solidarietà al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per l’aggressione subita e ha condannato fermamente ogni violenza “senza se e senza ma”, condividendo le parole del segretario nazionale Pierluigi Bersani e apprezzando la tempestività con cui il Consiglio comunale di Reggio ha espresso la medesima solidarietà. Tuttavia da via della Costituzione arriva una dura replica per l'episodio di vandalismo notturno subito dalla sede dell'organizzazione politica: "Questa mattina, sui muri della sede provinciale del Pd, sono comparse due scritte scellerate che insultano profondamente il nostro partito e i nostri iscritti: ci si definisce “infami”, termine ampiamente diffuso nel vocabolario fascista e in quello mafioso. A Reggio c’è qualcuno che ha scelto di insultare così una forza politica democratica e radicata come la nostra: è davvero un pericoloso campanello d’allarme".
"In queste ore - continua la nota ufficiale - si susseguono gli appelli autorevoli, a partire da quello del Capo dello Stato, ad abbassare i toni. Noi condividiamo questo appello. Vorremmo che fosse così per tutte le forze politiche. Non possiamo che stigmatizzare le voci fuori dal coro, i distinguo strumentali e le dichiarazioni fuorvianti di taluni esponenti, anche locali, uditi in queste ore tra le forze di centrodestra ma anche in partiti del centrosinistra. La rassegna stampa di oggi ci consegna una serie di prime pagine che, purtroppo, incitano all’odio. Si leggono imponenti editoriali che paiono consegnarci la responsabilità del gesto di uno squilibrato. Questo noi non lo possiamo accettare".
"Non cadremo nella provocazione - conclude il documento - Non essere d’accordo non significa odiare: una distinzione fondamentale perché nel polverone non si abbassi l’asticella della libertà di opinione nel nostro paese. Pertanto il Pd continuerà ad esprimere il suo dissenso di merito rispetto all’operato del Governo, ritenendosi libero di farlo. Lo facciamo per amore della democrazia. Lo stesso amore che ci porta a condannare l’aggressione al Presidente del Consiglio è quello che ci porta ad essere saldi nei contenuti e nei modi della nostra opposizione politica in Parlamento e nel Paese".












